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Ecobonus 110%: come blindare il credito che ti spetta grazie agli interventi trainati dalla Pompa di Calore

Asseverazione, questa sconosciuta. Che cos’è, chi può farla e perché non dovresti affidarti ad un professionista scelto a caso.

In molti stanno già pregustando i benefici del tanto atteso Ecobonus 110% sulle riqualificazioni energetiche.

Si tratta di una vera e propria pioggia di denaro che lo Stato italiano ha deciso di elargire con l’obiettivo di abbattere l’inquinamento prodotto dalle nostre case.

Te ne ho parlato in questo articolo sull’integrazione tra Fotovoltaico e Pompa di Calore, l’accoppiata vincente per ridurre finalmente l’impatto ambientale delle abitazioni.

Come mai tutta questa abbondanza?

Beh, per metà è dovuta alle continue sanzioni che l’Italia subisce per il mancato rispetto degli impegni presi nella lotta all’inquinamento.

Si va dalle semplici lettere di richiamo dell’Europa fino all’apertura di vere e proprie procedure d’infrazione, e in sostanza si tratta di multe che siamo costretti a pagare perché il Paese non si impegna abbastanza per contrastare l’inquinamento.

Per l’altra metà, questo Ecobonus 110% è di fatto una sorta di propellente per far ripartire l’economia dopo la stasi assoluta dovuta al lockdown.

Fino a qui, sembrerebbe tutto molto facile.

Vogliamo smettere di farci multare dall’UE e rimettere in moto l’edilizia, settore trainante come pochi altri? Ecco qua l’Ecobonus.

Ma è solo dopo aver svolto i lavori in casa  – quando si passa alla fase “economica” – che tutti i nodi vengono al pettine.

riqualificazione energetica ecobonus 110% pompa di calore cessione del credito

Perché se da un lato è vero che lo Stato ha spalancato il portafogli come non accadeva da tempo per dar modo alle imprese di rimettersi in piedi…

Quindi per riaprire i cantieri, comprare materiali, assumere personale…

Dall’altro lato non vuole nemmeno che qualche furbetto se ne approfitti studiando i piani più diabolici per incamerare impropriamente i massimi benefici possibili a danno di altri cittadini.

Come pensa di proteggersi da queste belle pensate, lo Stato italiano?

Le contromisure che ha pensato sono sostanzialmente due, ma prima di spiegartele è mio dovere chiarire un punto sul quale vedo ancora molta confusione.

Se c’è un errore nelle pratiche burocratiche relative all’Ecobonus, il cliente finale è sempre ritenuto responsabile (anche se non è il solo).

È prevedibile che ci sarà una grande quantità di controlli su tutto ciò che ruota attorno alle riqualificazioni energetiche ottenute con l’Ecobonus 110%.

Facciamo un esempio: diciamo che hai sfruttato l’effetto “trainante” della Pompa di Calore (l’ho spiegato in dettaglio in questo altro articolo del blog) per installare anche delle fantastiche tende da sole. 

Se dalle verifiche sulla documentazione di casa tua dovessero emergere errori o incongruenze, tutto il credito di cui hai beneficiato per l’impianto in Pompa di Calore e per le tende da sole ti verrà richiesto indietro.

Proprio così, sei TU che dovrai rimborsare lo Stato.

Quindi presta massima attenzione alle prossime righe perché ti spiegherò come evitare che ciò possa accadere proprio a te.

Come dicevo, il Governo ha pensato a due contromisure per evitare che il denaro finisca per concentrarsi nelle mani di pochi soggetti “troppo zelanti”.

Prima contromisura: non hai diritto all’Ecobonus 110% se fai i lavori in una casa con degli abusi edilizi.

Ho già verificato di persona che alcune imprese un po’ troppo frettolose non si preoccupano di verificare che l’abitazione del committente sia davvero “a posto”.

Potrà sembrare un’esagerazione, ma se c’è anche solo un piccolo abuso o un’infrazione al regolamento edilizio l’intero intervento pagato tramite l’Ecobonus 110% potrebbe venire considerato illegittimo.

Se dovesse verificarsi questo scenario, è probabile che una bella missiva da parte dell’Agenzia delle Entrate ci venga a ricordare che dobbiamo restituire tutto il credito che ci era stato concesso.

Ecco perché occorre prima “sanare” l’abuso e solo dopo si può procedere con gli interventi di riqualificazione energetica come l’impianto in Pompa di Calore…

Ed i professionisti seri e preparati come gli installatori della rete Sigillo Sicuro faranno tutti i  controlli necessari per evitare problemi futuri ai loro clienti, verificando l’idoneità dell’immobile.

L’altra contromisura prevede l’ingresso in campo della figura del cosiddetto asseveratore.

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Seconda contromisura: non gonfiare le fatture fino ai massimali di spesa consentiti solo per incassare contributi maggiori.

Evitare che questo accada è proprio lo scopo dell’asseveratore.

Si tratta di un professionista del ramo edile con un compito ben preciso.

Deve controllare e certificare che i prezzi per gli interventi soggetti ad Ecobonus 110% non siano livellati “verso l’alto” solo per attingere fino all’ultimo euro rispetto ai massimali previsti dalla normativa.

Se una cosa costa 10 ma il massimo credito che ti potrebbe essere elargito è 30, devi comunque dichiarare la verità, cioè che l’hai pagata 10. 

Chi dichiara 30 solo per ciucciare più bonus sta commettendo un illecito.

Ma come dicevo poco fa, il soggetto che è chiamato a pagare di tasca sua in caso di problemi od errori nelle carte è il cliente finale.

E l’asseveratore? Non è lui in fondo a “certificare” i prezzi?

In realtà sì, ed è chiamato a rispondere degli errori come il cliente, però l’asseverazione è compiuta da un professionista assicurato.

La sua polizza professionale copre queste “imprecisioni” tutelandolo da eventuali sanzioni, ma appunto tutela solo lui, non certo il cliente finale che alla fine è il soggetto più esposto.

Tra l’altro, si prospetta anche un potenziale conflitto d’interesse che potrebbe compromettere l’affidabilità di alcuni asseveratori…

Questo punto merita una spiegazione dettagliata.

Come è spiegato in questo articolo di Business Insider, la crisi dovuta al lockdown ha messo in difficoltà economiche molti liberi professionisti per il blocco dei cantieri.

Tutte queste persone stanno venendo reclutate da grossi gruppi i quali si propongono ai clienti finali – cioè le famiglie – come referenti “all-in-one” per gli interventi legati all’Ecobonus.

Di fatto dicono di pensare a tutto loro: progettazione, burocrazia, esecuzione, rendiconto economico, riscossione del credito…

Ecco perché hanno una grande fame di “tecnici” da assumere in qualità di asseveratori…

E trovando così tanti tecnici in cerca di nuovi ingaggi, possono permettersi di offrire loro compensi ridicolmente bassi…

Sapendo che comunque troveranno qualche professionista disposto ad accettare, pur di fatturare qualcosa dopo le ristrettezze dovute al blocco dei lavori per l’emergenza sanitaria.

Come osserva anche l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, il rischio è che si perda l’imparzialità necessaria per svolgere il ruolo dell’asseveratore…

Come può un ingegnere, un architetto o un geometra dichiarare “non valido” un prospetto di spesa elaborato da chi gli dà da mangiare? Eccolo qui, il nostro bel conflitto di interessi.

Se per non fare un torto all’azienda mandante dovesse “chiudere un occhio” una volta di troppo, e questa “leggerezza” venisse contestata dai controlli successivi, come dicevamo il professionista-asseveratore è tutelato dalla sua polizza professionale…

Ma la famiglia che ha commissionato i lavori no!

Ora è chiaro perché conviene affidarsi solo a installatori e professionisti seri, precisi ed affidabili?

La burocrazia in Italia non perdona, i documenti sono sempre tanti per qualsiasi cosa e quando ci sono in ballo decine di migliaia di euro per ogni famiglia i controlli sono particolarmente intensi.

Ora che sai come evitare che qualcuno venga a toccare i tuoi crediti non ti rimane che seguire i miei video sulle Pompe di Calore e su tutto ciò che le riguarda – Ecobonus incluso – sul mio canale YouTube.

Ogni settimana aggiorno gli iscritti su tutte le novità del settore, per cui in questo periodo sto parlando molto anche dell’Ecobonus.

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A presto

Samuele Trento

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Le 3 note dolenti sull’Ecobonus 110% di cui i telegiornali non parlano mai

La realtà sui “numeri” nascosti dietro alle fanfare degli organi di stampa

Vado sempre in profondità su tutti gli aspetti del mio lavoro.

Ecco perché torno a parlare dell’Ecobonus 110% 
dopo averne già parlato in questo articolo.

Come ingegnere, voglio avere in mano certezze – e specialmente anche previsioni attendibili – da poter condividere con i miei clienti e con le famiglie che si rivolgono ai miei installatori partner.

Proprio per questo ho già reso partecipe chi mi segue di alcuni dubbi e perplessità sulla reale applicazione dell’Ecobonus 110%. 

Preferisco stare dalla parte del sicuro e, a costo di sembrare polemico, in questo articolo entro a gamba tesa su 3 temi forse poco chiari che riguardano questa agevolazione.

Tre note dolenti che di fatto ridimensionano l’impatto dell’Ecobonus 110% per molte famiglie italiane, riportando coi piedi per terra chi sognava di ammodernare dal punto di vista energetico la propria casa completamente gratis.

Per cui non perdiamo tempo e facciamoci questo bagno di realtà.

Prima nota dolente: i lavori che slittano al 2021

Mentre scrivo queste parole non sono ancora usciti i decreti attuativi, quindi le ditte e i fornitori sono bloccati perché tutti pensano che le cifre in ballo potrebbero cambiare. 

Tra un emendamento e una rettifica, siamo abituati al fatto che durante l’iter parlamentare un Decreto del Governo che deve diventare Legge venga stravolto, ridimensionato o comunque “depotenziato” rispetto a quanto lasciato intendere dalle prime pompose dichiarazioni.

Calano le soglie massime di spesa, si introducono limiti di applicabilità, si stabiliscono paletti che nessuno aveva ventilato all’inizio…

E visto che stiamo parlando di cifre importanti per le famiglie e per le imprese, che possono svoltare l’andamento economico di un intero anno o magari anche di molti anni

Nessuno decide e tutto resta congelato.

Uno dei motivi principali dell’immobilismo sono i cosiddetti TETTI DI SPESA.

In pratica la soglia massima di spese detraibili per i lavori previsti dal Decreto Rilancio cambia se i lavori li fai in una casa indipendente, un edificio che ospita fino a otto appartamenti oppure i condomini da nove appartamenti in su.

Il problema qual è?

Questi tre diversi “tetti di spesa” stanno per cambiare perché il Mise vuole legarli all’estensione in metri quadri dell’unità abitativa…

In pratica le cifre massime che un cittadino può aspettarsi di ricevere potrebbero cambiare già domani, e ben poche famiglie vogliono avviare i lavori senza sapere quanta parte dei costi sostenuti torneranno realmente indietro.

Le piccole e medie imprese non hanno liquidità per sopravvivere tutto questo tempo senza incassare e finiscono per ritrovarsi con grossi problemi di stabilità.

Poi arriva agosto, sappiamo che l’italia si ferma e riparte solo in settembre…

Ed è proprio in settembre quindi che si accumulano tutti i lavori di chi sarebbe partito volentieri da giugno in poi…

Ma qui si presenta un altro problema pratico.

Quando arriva la brutta stagione certi lavori nell’edilizia è materialmente impossibile realizzarli. Parlo di lavori come quelli del cappotto, o quelli sui tetti delle case…

Non si possono fare sotto la pioggia o nel bel mezzo di una nevicata.

Così tra ritardi, liste d’attesa per fare i lavori e rinvii si arriva già al 2021 e molte famiglie che avrebbero potuto godere delle detrazioni per l’anno 2020 non riescono in realtà a sfruttarle.

Ma ipotizziamo che nel momento in cui stai leggendo queste righe i famosi decreti attuativi siano finalmente stati pubblicati.

Rimane il fatto che questa situazione così spiacevole non è nemmeno l’effetto collaterale più brutto, perché fino ad ora ho parlato solo di QUANDO avrai queste agevolazioni economiche…

Ma nei prossimi due punti ti spiego perché in realtà molte famiglie avranno brutte sorprese su QUANTO si vedranno effettivamente tornare in tasca.

Seconda nota dolente: in molti non avranno il vero 110%

Ciò che rende davvero popolare questo Decreto Rilancio nel suo spingere la riqualificazione degli edifici…

È il fatto che le famiglie possano dare il via a tutto questi lavori così importanti per l’efficienza energetica, l’inquinamento ed il risparmio familiare…

Senza scucire un solo euro di tasca propria grazie alla famigerata “cessione del credito”.

Ma in molti non hanno ben chiaro che cosa sia, e potrebbe non essere la gran manna che sembra.

Il meccanismo dovrebbe essere questo: anziché pagare di tasca tua i lavori e successivamente incassare i rimborsi come crediti d’imposta (quindi scalandoli da ciò che pagheresti dalla dichiarazione dei redditi per i successivi 5 anni)…

Puoi NON PAGARE le fatture cedendo il tuo “credito” all’azienda stessa che farà i lavori oppure a terzi (generalmente, alla banca).

Questa cessione dovrebbe dare due vantaggi:

 

  1. tutelare le famiglie dal rischio di non potere godere appieno delle detrazioni (te lo spiego meglio nella terza nota dolente, questo rischio);

  2. evitare di anticipare le somme necessarie ad eseguire i lavori, perché non si pagano le fatture.

Purtroppo ci sono degli effetti collaterali che a prima vista potrebbero passare inosservati.

Il primo effetto collaterale è che devi trovare un “acquirente” per il tuo credito, qualcuno che voglia davvero acquisirlo perché ha imposte da pagare elevatissime: in genere l’impresa che ha fatto i lavori o direttamente una banca.

Anche se lo trovi, puoi cedere al massimo il 100% della spesa, quindi non è più 110%.

Ma una persona potrebbe anche dire “Poco male, mi basta non pagare e sono felice lo stesso!”

Qui arriva il secondo effetto collaterale.

Il giochino si rompe quando scopri che molte delle aziende che eseguono i lavori non sono interessate ad acquisire il tuo credito.

Purtroppo, il mercato è pieno di aziende che hanno bisogno di liquidità per pagare fornitori, affitti, dipendenti…

Quindi preferiscono che tu gli paghi le fatture con dei classici bonifici, e non vogliono il tuo credito.

Se proverai quindi a chiedere alla banca se è interessata al tuo credito, vedrai che sicuramente lo sarà…

Ma solo perché ti proporrà uno strumento bancario per “incamerare” il tuo bel credito del 110% che – tra costi e spese varie a tuo carico – di fatto si tradurrà in una riduzione del tuo vantaggio economico…

Diminuendo anche al 98% oppure 95% il reale credito di cui potrai beneficiare.

(Questo almeno è la previsione di tutti gli esperti del mondo bancario, perché nemmeno gli istituti di credito hanno la sfera di cristallo e perciò stanno aspettando i decreti attuativi quanto le aziende).

A questo punto potrebbe venirti spontanea una domanda:

Ma se cedo il credito all’impresa che farà i lavori, questa per avere liquidità perché non va poi a cederlo a sua volta alle banche?
Qualsiasi persona
Che non si intende di mondo bancario

Il motivo è semplice: anche alle imprese saranno applicati costi e commissioni bancarie. 

Perciò se prendono da te il famoso 100% che è tuo diritto cedere, appena vanno in banca per chiedere liquidità a loro rimane sul conto solo il 90%…

Con molti felici ringraziamenti della banca.

Solo le ditte più solide e strutturate riusciranno a gestire questa situazione, e lasciami dire che non sono molte (ci tornerò a fine articolo, continua a leggere)…

Il credito del 110% può essere ceduto a qualsiasi importo, quindi si scatenerà il “mercato del credito” con folle di famiglie disorientate che vagano smarrite da un istituto di credito all’altro in cerca dell’offerta nella quale ci rimettono di meno…

Senza in realtà capirci granché, come è facile prevedere.

L’unica cosa certa è che la cifra che spetterebbe loro come credito d’imposta calerà, e di parecchio.

Terza nota dolente: solo chi ha un reddito molto alto potrà utilizzare direttamente la detrazione

Prima accennavo al fatto che per fruire del credito d’imposta il metodo che sembra più immediato è l’utilizzo diretto della detrazione, come si è sempre fatto fino ad ora per le detrazioni del 50% o 65% o anche 75% applicabili nei vari lavori dovuti ad una ristrutturazione.

Come funzionava?

Diciamo per amore di cifre tonde che la famiglia Rossi ha speso €50.000 in lavori di riqualificazione energetica…

Con la detrazione del 65% riceverà la cifra di €32.500 divisa in 10 rate uguali…

Perciò andrà a recuperare dalle tasse €3.250 per dieci anni. Se la famiglia Rossi ha un reddito congruo, e ipotizziamo che debba pagare €4.000 di tasse, è assolutamente fattibile recuperare tutto il 65% cui ha diritto.

Di fatto per 10 anni pagherà solo €750 di IRPEF anziché €4.000.

Ma con il Decreto Rilancio le cose cambiano, perché le rate scendono da 10 a 5.

Così, mentre schizza a 110% la quota della detrazione, e la famiglia Rossi si aspetta di ricevere in totale ben €55.000 di credito d’imposta su €50.000 di lavori…

Cosa che spinge il Sig. Rossi a dare subito il via ai lavori senza pensarci troppo…

Quando il buon Sig. Rossi andrà a fare la dichiarazione dei redditi scoprirà che può scalare dalle tasse la cifra di €11.000 per 5 anni di fila…

Ma siccome dovrebbe pagare solo €4.000 di IRPEF, gliene avanzano ben 7.000 che non riesce a “incamerare” né a scontare in nessun modo.

E indovina cosa succede a quei €7.000 che il Sig. Rossi non riesce a recuperare dalle tasse?

Regalo allo Stato! Li ha persi per sempre e non c’è modo di riaverli.

Ripetiamo l’operazione per 5 anni, e scopriamo che il Sig. Rossi ha recuperato solo €4.000 da cinque dichiarazioni dei redditi, per un misero totale di €20.000…

E dei famosi €55.000 che pensava di vedersi tornare in tasca, addirittura €35.000 non li vedrà mai!

Chi prova a utilizzare in modo diretto la detrazione, poiché è solo in 5 anni e non più in 10, deve avere un reddito davvero alto per arrivare a pagare di tasse cifre così importanti da riuscire ad ammortizzare le 5 rate delle detrazioni senza lasciarne una fetta allo Stato.

È evidente come il nostro Sig. Rossi riuscisse ad ottenere di più con le detrazioni al 65% in dieci anni (un totale di €32.500), che dalle detrazioni al 110% in 5 anni (arrivando solo a €20.000).

Ora hai capito perché quando mi sono messo a fare i conti ho scoperto che qualcosa non mi tornava.

Come dicevo, sono un ingegnere e vivo con la calcolatrice in mano, perché non voglio sorprese né per me né per i miei clienti.

Rimane imperativo sapere cosa sarà deciso e messo per iscritto nei decreti attuativi, però non possiamo restare con la testa tra le nuvole e fidarci ciecamente di ciò che viene detto al telegiornale…

Dobbiamo sempre approfondire, ed è ciò che continuo a fare con i video che pubblico sul mio canale YouTube.

Se non vuoi perdere nessuna delle novità che lo Stato pubblicherà sull’Ecobonus 110%…

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I miei partner sul territorio, un piccolo esercito di installatori super-esperti e formati da me direttamente che hanno aderito alla rete Sigillo Sicuro, in questa situazione di instabilità costituiscono una vera certezza…

Per due motivi fondamentali.

Numero UNO: possono gestire la cessione del credito. Come dicevo, solo le aziende meglio organizzate e più solide riusciranno a farlo, e tutti loro lo sono.

Numero DUE: sono attenti a verificare con maniacale precisione che tutte le carte siano a posto, che il cliente abbia i requisiti per accedere all’Ecobonus 110% e che non si ritrovi un domani problemi o sanzioni in caso di accertamenti.

E nella giungla di norme, codici e decreti in cui viviamo in Italia non mi sembra poco.



A presto

Samuele Trento

Ecobonus 110%: Come passare alla Pompa di Calore ed avere ANCHE nuovi infissi per casa tua senza pagarli nemmeno un euro... ...ed altri 6 interventi di miglioramento energetico che puoi realizzare gratis mentre passi ad una casa 100% elettrica.

Ecobonus 110%: Come passare alla Pompa di Calore ed avere ANCHE nuovi infissi per casa tua senza pagarli nemmeno un euro…

…ed altri 6 interventi di miglioramento energetico che puoi realizzare gratis mentre passi ad una casa 100% elettrica.

Scrivo questo articolo emergendo da una valanga di domande dei miei utenti e da uno tsunami di prenotazioni per nuove installazioni…

Piovute sulla mia azienda mentre il caos regna ancora attorno al tema dell’Ecobonus 110%.

Stiamo tutti aspettando la pubblicazione dei decreti attuativi, dato che l’Ecobonus si applica ai lavori realizzati dal primo luglio 2020…

…però il primo luglio è arrivato e ancora i decreti attuativi non ci sono, tuttavia…

È già evidente che le Pompe di Calore elettriche sono assolute protagoniste del Decreto Rilancio emanato dal Governo.

Tra le molte opportunità descritte nel Decreto, infatti, ce ne sono alcune in grado di accendere le speranze di chi voleva realizzare numerosi interventi di riqualificazione energetica sulla propria casa…

Ma stava solo aspettando l’occasione giusta per sfruttare al massimo le agevolazioni statali.

L’occasione finalmente è arrivata.

Puoi estendere i benefici dell’Ecobonus 110% ad altri 7 tipi di interventi, se li “agganci” ai lavori per realizzare l’impianto con Pompa di Calore.

Provo a spiegarmi con una metafora:

La Pompa di Calore elettrica è la locomotiva che trascina il treno del miglioramento energetico di casa tua verso il paradiso delle detrazioni IRPEF 110%.

Significa che altri interventi per i quali erano previste solo detrazioni del 50% o del 65% arrivano a godere del 110% se li esegui “a rimorchio” del tuo nuovo impianto con Pompa di Calore. 

La documentazione che presenterai per avere le detrazioni in 5 anni dovrà semplicemente dimostrare che tutte le evoluzioni sono contestuali, e soprattutto finalizzate ad ottenere una classe energetica di due “step” migliore della situazione di partenza…

Oppure ad ottenere quella massima.

Chi coordina i lavori di ristrutturazione di casa tua avrà qualche pratica in più da compilare, e come sempre non si può sbagliare nemmeno una virgola, ma è evidente che il vantaggio per te non si può ignorare.

 

Vediamo quindi quali sono i 7 interventi che beneficiano dell’Ecobonus 110% se li “agganci” all’intervento per chiudere il contatore del gas passando alla Pompa di Calore elettrica.

 

  1. Infissi che aumentano l’isolamento termico della casa. Più la temperatura interna è stabile, meno spenderai per riscaldarla d’inverno e raffrescarla d’estate.

  2. Impianto di Ventilazione Meccanica Controllata, che agevola il ricambio d’aria senza disperdere calore. Te ne ho parlato in questo articolo a proposito del comfort delle abitazioni.

  3. Installazione di una qualche tipologia di schermatura solare. Ogni sistema che limita o blocca il riscaldamento dovuto ai raggi del sole rientra in questa categoria, quindi si intendono tende da sole, persiane e scuri, tapparelle, veneziane e pergolati – purché con le adeguate caratteristiche tecniche previste dalla normativa.

  4. Impianto solare termico per la produzione di acqua calda. Sono pannelli collegati all’impianto idraulico e sfruttano i raggi solari per riscaldare l’acqua che usi in bagno o in cucina.

  5. Impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica. Come ho ben spiegato in questo articolo del blog, si tratta di un abbinamento vincente perché assieme alla Pompa di Calore c’è chi riesce addirittura a riscaldarsi gratis tutto l’anno, a conti fatti.

  6. Batterie di accumulo per l’energia prodotta dal fotovoltaico. Conservano l’elettricità prodotta di giorno e non sfruttata, anziché venderla alla rete in cambio di un prezzo generalmente poco allettante.

  7. Colonnine di ricarica per veicoli elettrici. Per avere sempre più auto elettriche nelle nostre città, lo Stato vuole aumentare i punti di ricarica esistenti su tutto il territorio nazionale, quindi anche nelle case private e nei condomini.

 

In sostanza stiamo parlando di tutto ciò che può farti consumare meno energia per scaldare o raffrescare la casa e migliorare nel frattempo i costi energetici della famiglia.

Come vedi, puoi rendere la tua casa un gioiello dal punto di vista dell’efficienza energetica facendo rientrare tutto sotto l’Ecobonus 110%.

Ora non voglio frenare il tuo entusiasmo, ma è importante fare alcune precisazioni perché come spesso accade con normative e agevolazioni pubbliche, il diavolo si nasconde nei dettagli.

Non svolgerei appieno il mio lavoro di divulgatore se non ti parlassi anche di questi ulteriori dettagli, al di là delle tematiche generali.

Come diceva un ingegnere abbastanza famoso di qualche anno fa…

I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio.

Leonardo da Vinci

Prima di tutto, ribadisco che senza sapere cosa ci sarà scritto nei decreti attuativi è difficile fare precisazioni in merito a tempistiche, limitazioni, paletti di qualche tipo che dovessero saltare fuori a sorpresa.

L’Ecobonus 110% è sicuramente una novità dirompente, ma non sarebbe la prima volta che lo Stato fa grandi promesse e alla prova dei fatti la carne al fuoco è molta meno di quella promessa.

In secondo luogo, ci sono alcune voci di spesa legate ai cantieri edili che non vengono contemplate dal Decreto Rilancio.

Sto parlando di:

  • Parcelle per il lavoro dei professionisti;
  • Pratiche urbanistiche di varia natura;
  • I fantastici oneri da pagare al Comune.

 

Si tratta comunque di costi che dovrà pagare chi effettua i lavori, rendendo “un po’ meno gratis” l’intera faccenda. 

Ovvio che il beneficio economico rimane smisurato, ma tecnicamente l’idea del “rifaccio casa gratis” che viene martellata dai telegiornali non è del tutto vera.

Un terzo aspetto da non dimenticare è che l’Ecobonus 110% riguarda solo i lavori eseguiti sulla prima casa, per le abitazioni unifamiliari.

Se hai una villetta al mare o in montagna, e pensavi di portare al massimo anche la loro efficienza energetica sfruttando il Decreto Rilancio, purtroppo dovrai ridimensionare le tue aspettative.

Rimane invece tutto valido anche sulle seconde case se gli interventi riguardano un intero condominio, e la tua seconda casa fa parte proprio di quel condominio.

Infine, la questione dello sconto in fattura e della cessione del credito è ancora un po’ controversa. Quello che dicono le notizie è un po’ diverso da quello che dicono gli istituti di credito.

I famosi decreti attuativi che stiamo aspettando riguarderanno anche come avverrà materialmente il compenso economico per le ditte che realizzeranno i lavori. 

Perché se da un lato è vero che le famiglie potrebbero richiedere lo sconto totale delle fatture, anziché le detrazioni IRPEF in 5 anni… 

Portando l’azienda a chiamare in gioco la sua banca per ottenere ciò che le spetta come credito…

Le Banche sono in attesa dei decreti attuativi tanto quanto tutti noi, e stanno mordendo il freno trincerandosi dietro una cortina di “Aspetta, vediamo, insomma c’è qualche altro passaggio, bla bla bla…”

In definitiva, le premesse di questo Ecobonus sono davvero eccellenti ma non possiamo far finta che non sia qualche limitazione qua e là.

Io ho sempre sostenuto che è bello farsi ispirare dalla visione di un mondo migliore, ma sono anche un ingegnere e so che bisogna mantenere i piedi per terra.

Appena ci saranno novità sarò il primo a realizzare un nuovo video con tutte le informazioni a riguardo, per cui ti consiglio di iscriverti al mio canale YouTube e ricevere le notifiche dei miei nuovi contenuti.

Chiudi per sempre il contatore del gas con una casa 100% elettrica.

 

A presto,

Samuele Trento